RECENSIONE “SOLO UN ATTIMO”

Quando si comincia a scrivere, via via che il tempo trascorre, si acquisiscono nuove nozioni, si allargano le letture e quindi anche le conoscenze letterarie dei vari autori, sia del passato, sia di quelli viventi. Si scoprono così stili diversi che, pur venendo da lontano e avendo origini diverse dalle nostre, sono entrate con gradimento nel sistema poetico non soltanto europeo ma mondiale.

Ed in questo caso, mi riferisco alla formula Hakai (o Haiku), genere di poesia giapponese fiorito nel XVII-XVIII secolo. Esso consiste in una forma metrica di 17 sillabe ripartite in tre versi di cui due quinari e un settenario.

Autore di questa novità poetica, fu il poeta giapponese Matsuo Munefusa, che usava il pseudonimo di Basho Matsuo (1643-1694) e questa sua particolare poesia, segnò la definitiva affermazione del genere Hakai (brevi poesie in tre soli versi) che in questo modo perse il contenuto umoristico iniziale per esprimere una serena versione della Natura e della Vita. Evidentemente, questo nuovo sistema di poetare piacque e in tutto il mondo incontrò consenso. D’allora, la maggior parte dei poeti della terra, non manca mai d’avere fra le sue opere, anche una Raccolta di Haiiku.

Infatti, nessuno di noi che scrive, rinuncia a cimentarsi in questo campo che, nella sua apparente semplicità, non è per niente facile! Oggi, ho sotto gli occhi un volumetto di poesie Haiku dell’autrice Vallise Pilotti di Santa Giustina Bellunese. Il libretto ne contiene 57 e tutte riportano in primo piano la suggestione che racchiude la bellezza della Natura.

La poetessa Vallise, sempre avida di apprendere, qui, in queste pagine dimostra la sua ricchezza interiore, la sua capacità espressiva e la realtà di un rinnovamento poetico personale. Calatasi in pieno nella mentalità orientale, ella ha scritto Haiku non soltanto belli e piacevoli,, ma con un ottimo significato, delicatamente espresso in tre soli versi.

Ignoro se ancora in Giappone si fanno concorsi internazionali di questo genere poetico, perché da tempo, mi occupo di tante altre cose. Ma nel giugno del 1978, la “Modern Haiku Association (Gendai Haiku Kyokai-Ginza Dahchiseika) di Tokio, lanciò un concorso al quale parteciparono quasi tutti gli Stati del mondo.

Mi venne inviato l’invito ed io vi partecipai, classificandomi al 2° posto (unica italiana) fra migliaia di concorrenti. Per Primo, si classificò un inglese. La manifestazione fu grandiosa ed io, da sempre innamorata del Giappone, vissi giorni veramente da sogno. Dieci anni dopo, vi ritornai, come turista, concedendomi una lunghissima vacanza, che mi permise una conoscenza più profonda ed accurata e mi permise anche di visitare il nord, 1’Occaido, dove la bellezza della natura è qualcosa di estremamente spettacolare, che lascia senza fiato… Consiglio all’autrice di continuare, di non stancarsi mai di ricercare il meglio e avendo io conosciuto una felicità indescrivibile, l’augurio più bello che possa farle, è quello di ricalcare le mie orme!

Literary 7/2009     Falvia Lepre

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